Per iniziare…

Scrivere così è iniziare una storia in media res senza che si sappia bene da dove iniziare, anche se tutto è già iniziato. Ecco: ho iniziato. Ma se vi sembra che ci siano troppe ripetizioni, è semplicemente perché repetita iuvant; se, invece, vi pare che ci siano troppi latinismi, non vi preoccupate: non so il latino e ho già concluso il mio repertorio. In valigia c’è poco d’altro: alea iacta est; melius abundare quam deficere; scripta manent, verba volant; lupus in fabula; legere me prego vobis… (ok, su quest’ultimo detto sono un po’ incerta).

Ecco quindi il mio inizio al negativo: non so il latino, ma non so nemmeno il greco, l’aramaico antico e moderno, l’occitano, il cinese mandarino (nonostante sia parlato da più di un miliardo di persone e a me piacciano gli agrumi), il turco, l’arabo, il giapponese, ignoro completamente il tamil, il giavanese, l’uzbeco, il tamarico, il sindhi, l’oromo, il marathi, non mi piace il francese (di cui so praticamente solo ”buongiur”), zoppico vistosamente l’inglese e storpio l’italiano; fingo di capire il piemontese e il siciliano quando parenti siciliani o autoctoni di terra savoia si rivolgono a me con il loro idioma locale. (Ovviamente, le lingue che non compaiono in elenco sono da inserirsi alla voce “ignoro”; tranne che per qualche parola di spagnolo, per il “grazie” portoghese, per due o tre lemmi polacchi e per il “si” e il ”riso con pesce” senegalese e poco altro ancora; mentre sul fatto di fingere la comprensione… beh, in realtà fingo di capire qualsiasi lingua mi venga parlata dando per assodato che io possa comprenderla, per esempio l’ispano-galiziano hablato dalla vecchiettina di un antico alberghetto a Tui).

Probabilmente ho iniziato la mia vita in rete scrivendo delle lingue perchè il senso di un blog – tra le altre cose – dovrebbe essere quello di esprimersi (in quanto laureata in Scienze della Comunicazione evito di usare la parola “comunicare” e i suoi deriviati… piuttosto integro…); dunque le mie dita si sono mosse veloci (mica tanto) sulla tastiera digitando qualcosa che avesse a che fare con le mie competenze linguistiche per esprimere proprio il senso della mia volontà di espressione. E la mia introduzione al negativo è volta a esprimere il senso della difficoltà di esprimere la mia volontà di espressione. Se credete che nelle ultime parole io abbia abbondato con l’uso del termine “esprimere”, ricordate che sono sempre una laureata in Scienze della Comunicazione e laureanda in Comunicazione Multimediale e di Massa. Sono, inoltre, una poetessa.

 

Se pensate che io stia scherzando o mal-ultilizzando la parola “poetessa”, pensate che per un attimo anche io l’ho pensato. Ma poi mi sono ricordata che a luglio ho pubblicato un libro. Intendo dire un libro vero. Cioè, una di quelle cose fatte da pagine che si sfogliano, racchiuse da una copertina e la sua quarta; con tanto di nome (il mio) e titolo (quello che ho scelto io). E un giorno andrò a Roma, a presentarlo. E magari, un giorno, qualcuno lo leggerà anche… io per il momento sono ancora ferma all’introduzione…

Tutto questo è per dire che: ecco fatto, il mio blog.

3 Risposte a “Per iniziare…”

  1. SAra Dice:

    Io l’ho letto… tutto, d’un fiato. e pian piano lo rileggerò… quelle poesie sono ansia, angoscia, paura, terrore… sono quello che tutti proviamo, nel profondo. Bentornata!!

  2. urlosottovoce Dice:

    Anche io l’ho letto. Tutto in un pomeriggio (non è che sia così lungo…). Mi è piaciuto, molto. Sono parole meditate e condivisibili, che meritano una più accurata rilettura. Ma questo già te l’avevo detto, così come ti avevo espresso la mancanza che sentivo del tuo blog. Bentornata online. :)

  3. PAdBN Dice:

    Terzo lettore, eccomi… Ma lo sto distillando con estrema calma, una o due poesie al giorno, appunti e riletture. (Wow, tre lettori e già si sta preparando un’edizione critica!). Bella presentazione, e bentornata…

    PS: chi ti ha consigliato WordPress è un genio! :-P

Lascia un commento