Storia burocratica, cap. 5

Ieri (martedì, quando ancora il tempo da neve non imperversava sulla nostra triste e grande città). Ho ristabilito l’ordine giusto delle cose. Mi sento come Batman a fine puntata. O come superman. Forse più come superman, perché le mutande sopra i pantaloni mi si addicono di più. Anche se l’aria notturna del pipistrello mi è molto più vicina. Forse sono più uno Zorro dei bei tempi passati. E come loro mi sono dovuta travestire e armare: travestire da ragazza paziente, armare di pazienza. E, infine, sfoderare i miei superpoteri per affrontare ancora una volta cinque piani di scale a piedi, con una borsa stracarica di pesanti e vari libri di cui non so il perché (forse mi servivano per la tesi).

Ad ogni modo, anche la pratica “pagamento 150ore” è sistemata. In Segreteria Studenti il responsabile ha laicamente bestemmiato contro l’ottusità delle impiegate (perché sono tutte donne) della Segreteria Amministrativa. In Segreteria Amministrativa ho appurato che in effetti forse nelle loro case la sveglia al mattino non suona. Comunque, pare che sia tutto a posto. Il muro della burocrazia ha retto bene, io anche.

Batman può parcheggiare la sua bat-mobile, superman può rinforcare gli occhiali, Zorro ri-stallare (non “ri-installare”) il suo cavallo (… oddio!… come si chiama il cavallo?). E oggi c’è tempo da neve.

2 Risposte a “Storia burocratica, cap. 5”

  1. SAra Dice:

    Tornado!!! Dovresti documentarti prima di scrivere, argh!!

  2. Mox Dice:

    bestemmia laica: porca libera chiesa in porco libero stato!

Lascia un Commento