Bisogni primari

Ho sognato.

Ho sognato cose…

Ho sognato cose che voi umani non potete nemmeno immaginare.

Ho sognato la morte di un personaggio a metà strada fra quello storico di Lady Oscar e quello altrettanto veritiero dell’Aramis dei cartoni animati della mia infanzia. E’ stata un’esperienza dura, forte, tristissima. Ma nel momento di maggior debolezza mia, di più alto sconforto, di più grande vulnerabilità, l’antifurto di un’auto parcheggiata nella mia via ha iniziato a suonare. Un’ora forse.

Ma il mio vero problema stamattina è: posso andare in bagno con il cordless mentre aspetto una telefonata importante?

E, notiamo, non c’è alcun collegamento tra la morte del mio personaggio in sogno, l’antifurto dell’auto, il bisogno del bagno mentre aspetto una chiamata. Anche perché i primi due eventi sono accaduti ieri notte, mentre il secondo è un dato di fatto di ADESSO. Quindi, la conclusione è: qualsiasi pensiero o filosofeggiamento cede inevitabilmente il passo di fronte ai bisogni primari dell’uomo / donna.

(PS: stessa conclusione cui giungeva Primo Levi a proposito del suicidio nei Lager: “c’era altro da pensare).

5 Risposte a “Bisogni primari”

  1. urlosottovoce Dice:

    A proposito di suicidi, hai mai letto Norwegian Wood di Murakami Haruki?

  2. lisa Dice:

    E Piccoli suicidi tra amici di Paasilinna?

  3. lavocedizofia Dice:

    quello sarà uno dei miei regali di Natale…

  4. PAdBN Dice:

    Spero un auto-regalo, sennò non hai ragione di essere depressa! :-(

  5. lavocedizofia Dice:

    no, è un regalo a richiesta… di cui fingerò sorpresa, dal momento che a me piacciono le sorprese…

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