D’ora in avanti quando sentiro’ parlare di citta’ brutta pensero’ a San Paolo del Brasile. San Paolo (del Brasile) e’ il prototipo di una citta’ brutta e io mi trovo a San Paolo (del Brasile), partita piu’ di un mese fa dal quartiere San Paolo di Torino. A San Paolo di Torino c’era (e c’e’ tutt’ora, immagino) la mia casa, la mamma, il papa’, il fratello, la bicicletta, il pullman comodo per andare all’universita’, la panetteria di fronte (in vendita), i vicini di casa (ora uno in meno: cose della vita che uno non pensa mai debbano davvero accadere). A San Paolo del Brasile ci sono: brasiliani antipatici, sgorbutici e sospettosi; grattacieli orribili e minacciosi; strade o in salita o in discesa (proprieta’ reversibili a seconda della direzione); taxisti furbacchioni che cercano sempre di guadagnare qualche reais in piu’ sul tragitto; traffico congestionato e aria inquinata; cani puzzolenti e aggressivi dietro i cancelli con cui i paulistani benestanti cercano di tenere lontani i menobenestanti; mezzi pubblici costosi e inefficienti; e infine le conseguenze di tutti questi particolari: sporco, ruomore, insicurezza, ore e ore di attesa, diffidenza, estraneita’.
Vivendo a San Paolo mi e’ capitato di rivalutare molti aspetti dell’Italia, che non siano semplicemente gli affetti e il buon cibo. Se questo accade e’ perche’ qualcosa che non va c’e’ davvero (non in Italia, ovviamente, dove questa realta’ e’ assodata e le prossime elezioni ne sono l’ennesima prova). San Paolo non ha nemmeno quell’unico vantaggio tanto auspicato che avrebbe migliorato la mia qualita’ di vita: la convenienza economica. I prezzi sono naturalmente piu’ bassi rispetto all’Italia, ma non di quel tanto da farti sentire ricco, come a Buenos Aires. Sono stata nella capitale argentina un paio di settimane fa e sono tornata con una percezione ancora peggiore di San Paolo. Ma Baires e’ un’altra storia.
Da qualche mese non aggiornavo piu il mio blog. Mi sono laureata, sono partita per il Brasile, ho vinto un dottoato negli Stati Uniti, tornero’ a Torino nei primi di giugno e all’inizio di agosto ripartiro’ per la volta del Connecticut. Attualmente non ho un paese ne’ una casa, ma ricordi e speranze.
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